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La storia dell’alta orologeria può vantare un cospicuo numero di brand, da quelli “storici” fino agli ibridi futuristici, moltissimi dei quali di qualità eccelsa.

Uno soltanto tra questi, però, ha acquisito una fama e un riconoscimento tali da meritarsi lo status di orologio di prestigio per definizione.

Stiamo ovviamente parlando del Rolex, l’orologio simbolo della qualità, il cui possesso sembra essere divenuto nel tempo uno status symbol.

La notorietà di cui si è reso protagonista il brand è sicuramente meritata. Sin dal 1905, anno della fondazione dell’azienda, gli orologi Rolex hanno spiccato per le prestazioni, l’affidabilità e il design curatissimi, sbaragliando in breve la concorrenza.

Dal grande schermo alle serate di gala, il Rolex è diventato protagonista incontrastato sui polsini di grandi uomini e donne.
Scopriamo insieme questo brand storico.

Rolex: qualche nota sul brand

La Rolex SA è una società con sede svizzera, specializzata nella produzione di orologi da polso di lusso.
Nel campo dell’alta orologeria la Rolex è forse la società più importante del mondo. Attualmente conta poco meno di una trentina di società, e ben 4000 orologiai distribuiti in 100 Paesi. La Rolex è il maggior produttore di cronometri certificati costruiti in Svizzera e detiene il record per il maggior numero di meccanismi certificati.
L’altissima qualità che l’azienda assicura ai suoi dispositivi l’ha portata a diventare il cronometrista ufficiale della Formula 1 e a essere l’orologio più amato dagli uomini di potere.

La storia

La storia del Rolex è legata a doppio filo a quella del suo geniale fondatore: Hans Wilsdorf.
Wilsdorf nasce in Germania, nel 1881 ed inizia la sua carriera come semplice operaio in una fabbrica di orologi svizzera. Acquisiti i rudimenti dell’orologeria decide di trasferirsi a Londra per aprire una sua attività, con il sogno di creare un marchio che unisse qualità e prestazioni ad un prezzo accessibile.
Era il 1905, quando assieme a suo cognato, Alfred Davis, fonda la Wilsdorf & Davis, il primo nucleo di quella che sarebbe stata l’azienda di orologi più famosa al mondo.

In un primo momento la società era specializzata nella distribuzione, più che nella produzione di articoli di orologeria. Essa era infatti ancora legata all’importazione di meccanismi svizzeri prodotti da Hermann Aegler, che successivamente divenne socio dell’azienda. Il principale contributo del fondatore, agli albori della fondazione, era limitato al caratteristico aspetto estetico, dato che si occupava di assemblare i meccanismi importati in lussuose casse firmate da gioiellieri da lui selezionati.
In questi primi, oggi preziosissimi, orologi si poteva leggere la sigla “W&D” (Willsdorf&Davis), incisa all’interno della cassa o sul retro.

Il nome Rolex e il trasferimento in Svizzera

La nascita della Rolex, così come la conosciamo oggi, è datata al 1908.
Il fondatore, Wilsdorf, voleva un nome che fosse di grande effetto e facile da pronunciare in tutte le lingue.

Il significato del termine è tuttora sconosciuto. Secondo alcune teorie il termine “Rolex” deriva dall’espressione francese “horlogerie exquise”, che significa orologeria squisita. Secondo altri il marchio prende ispirazione dalla parola “Rolls Royce”, le famose automobili di lusso, e “Timex” uno dei più grandi orologiai dell’epoca. La spiegazione si concilierebbe bene con la direzione lussuosa verso cui si orientava il fondatore ma non è mai stata confermata.

Quello che è sicuro è che il fondatore non voleva un nome troppo lungo, in modo che fosse facile da incidere e ben visibile nel quadrante.

Nasce così, nel 1908, la società Rolex Watch Co. ad opera di Wilsdorf.
Nonostante l’altissima qualità dei suoi prodotti, inizialmente Wilsdorf voleva mantenere bassi i costi dei suoi orologi, tuttavia ciò non era possibile a causa delle tasse e i dazi sull’importazione di materiali di lusso. Da qui dunque la decisione di spostare il quartier generale dell’azienda a Ginevra, in Svizzera, dove si trova tuttora.
La decisione di spostarsi in Svizzera è risultata vincente per più motivi. In primo luogo, le origini tedesche del fondatore potevano creare problemi in Inghilterra. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, infatti, i tedeschi non erano visti di buon occhio in Gran Bretagna. Inoltre, ponendo la sede in Svizzera, la Rolex non sarebbe stata più costretta all’importazione di meccanismi orologiai, potendo lavorare i prodotti direttamente in loco. La Svizzera era difatti già ai tempi famosa per la qualità dei suoi orologi.

È in Svizzera, infatti, che la Rolex ottenne uno dei suoi risultati più rilevanti: nel 1910 il Rolex fu il primo orologio da polso a ricevere il certificato svizzero di precisione cronometrica. Tale risultato fu solo il primo passo del fondatore nella ricerca della qualità del movimento. Nel 1914, infatti, la sua azienda ricevette un altro prestigioso premio: il certificato di precisione di classe “A”.
Un riconoscimento di questa portata un privilegio senza precedenti, infatti fino ad allora soltanto i cronometri marini avevano raggiunto una tale precisione. Era la prima volta dunque che un “comune” orologio da polso, di utilizzo quotidiano, poteva vantare una tale accuratezza.
Questo impegno nella ricerca della precisione cronometrica era una scelta di mercato tutt’altro che casuale.

Al tempo, infatti, una delle sfide su cui si concentrava maggiormente il fondatore era il tentativo di rendere popolari gli orologi da polso anche fra gli uomini. L’orologio da polso era visto infatti come un articolo da signore, mentre tra gli uomini erano più utilizzati gli orologi da tasca.
Questo pregiudizio fu rovesciato durante la Prima Guerra Mondiale.
I soldati al fronte si trovavano, infatti, a dover controllare spesso l’orario per questioni militari quali sincronizzare l’artiglieria durante gli attacchi. Durante la battaglia, dunque, sarebbe risultato certamente più comodo controllare il polso che estrarre l’orologio dalla tasca.
È così che si diffuse anche tra gli uomini la moda dell’orologio da polso, trend che rimase anche dopo la guerra e che Wilsdorf seppe sfruttare adeguatamente.

Ci rimane, a tal proposito, una testimonianza scritta a mano dallo stesso fondatore della Rolex.
La mia personale opinione è che gli orologi da tasca scompariranno completamente a favore degli orologi da polso - Hans Wilsdsorf, 1914.
Tale scritto confermerebbe, inoltre, anche l’acuto spirito da osservatore del pioniere dell’orologeria.

La storia, infatti, diede ragione a Wilsdorf, come dimostra la capillare distribuzione di orologi da polso che tuttora persiste.

Dopo la Prima Guerra Mondiale: orologi impermeabili

A seguito del conflitto la Rolex aveva iniziato a costruirsi una discreta fama. Nel 1925 viene registrata la tipica corona a cinque punte Rolex, adottata come logo ufficiale.
Successivamente Wilsdorf, dopo aver reso più precisi e diffusi gli orologi da polso, si dedicò ad un’altra grande sfida: costruire il primo orologio totalmente impermeabile.

I primi Rolex da polso erano stati, fino a quel momento, un mero adattamento dei più comuni orologi da tasca, come si può vedere da questa foto (a sinistra).

Non c’era una reale protezione ad impedire agli agenti esterni di rovinare il meccanismo degli orologi. Il retro dell’orologio era costituito da una semplice lamina metallica che, in caso di intemperie, non avrebbe protetto il dispositivo.
Il primo (riuscitissimo) tentativo in questa direzione fu fatto nel 1922, con il “Rolex Submarine”.
Il termine “Sottomarino” non fu scelto a caso.
Invece che impermeabilizzare l’intero orologio, infatti, la Rolex scelse di costruire un involucro richiudibile per l’orologio, che consentisse di lasciare intatto il valore estetico aggiungendo la caratteristica dell’impermeabilità.
Per quanto rivoluzionaria, una soluzione del genere non soddisfaceva a pieno il suo ideatore.
Il suo contenitore doveva essere avvitato manualmente ogni volta che si desiderava impermeabilizzare il dispositivo, e risultava quindi, alla lunga, poco pratico.

L’autore decise, quindi, di lavorare ad un nuovo modello di Rolex la cui impermeabilità fosse garantita in ogni momento.
Nasce così il “Rolex Oyster”, nel 1926. Dotato di una cassa sigillata ermeticamente, questo orologio poteva garantire una totale protezione ai meccanismi.
La scelta del nome fu tutt’altro che casuale. Come un’ostrica, infatti, l’orologio poteva rimanere sott’acqua senza accusare alcun tipo di danno.
La Rolex ottiene così un altro primato: il primo orologio totalmente resistente all’acqua e alla polvere.
L’Oyster ebbe ben presto modo di dimostrare la sua validità.
Dopo solo un anno dalla sua invenzione, nel 1927, il Rolex ebbe modo di dimostrare la validità del suo orologio grazie ad un testimonial di eccezione: Mercedes Gleitze.

Con al polso un Rolex Oyster la Gleitze attraversò a nuoto il Canale della Manica, in un tempo totale di oltre 10 ore. L’orologio superò brillantemente la prova di resistenza, rimanendo perfettamente funzionante dopo la traversata.
L’impresa suscitò grande scalpore all’epoca, e per celebrare questa impresa Rolex fece pubblicare sul quotidiano “Daily Mail” un articolo che annunciasse il successo dell’esperimento.
Ancora una volta l’impresa dimostrava non solo di produrre articoli di ottima qualità, ma anche e soprattutto una visione futuristica. L’inserzione sul Daily Mail, infatti, può essere considerata a tutti gli effetti un esempio di pubblicità con testimonial ante litteram.
La grandezza di Wildsdorf fu, in questo caso, dovuta alla sua ottima capacità pubblicitaria. Dopo l’impresa l’Oyster divenne uno degli orologi più venduti al mondo, dalla fama immutata ancora oggi.
Questo, certamente, non può prescindere dalla geniale pubblicità ideata dal suo inventore che decise di far esporre i suoi orologi dentro acquari.

Verso nuove sfide: un orologio “Perpetuo”

Dopo il successo dell’Oyster la Rolex aveva acquistato una fama pressoché mondiale.
La compagnia, però, di certo non si adagiò sui meritati allori.
Al contrario, pochi anni dopo il grande successo dell’Oyster, il 1931 vide la nascita di altro capolavoro dell’orologeria: il Rolex Oyster Perpetual.
In quest’anno la Rolex brevettò il primo meccanismo a carica automatica al mondo, creando, di fatto, il prototipo di orologio automatico come lo conosciamo noi.
Un orologio automatico è caratterizzato dal movimento di un rotore interno che gli consente di ricaricarsi da solo grazie agli inevitabili movimenti del braccio che lo porta.

Risultano così superflue le operazioni di ricarica che prima erano inevitabili. L’invenzione del Perpetual era strettamente legata a quella dell’Oyster. Gli orologi a ricarica automatica, infatti, consentono una maggiore resistenza contro la polvere e l’umidità, non avendo la necessità di essere aperti per essere ricaricati.
Le guarnizioni hanno dunque la possibilità di sigillare definitivamente il dispositivo, isolandolo dagli agenti esterni.
Nel corso degli anni successivi il Rolex si è reso protagonista di una serie di sfide contro gli elementi.
Nel 1933, pochi anni dopo l’invenzione del Perpetual, la prima spedizione che sorvolò l’Everest decise di equipaggiare i suoi membri con orologi Rolex.
La fama della sua precisione, unita all’altissima qualità dei suoi dispositivi, ancora una volta aveva trovato un banco di prova di tutto rispetto.

Sempre negli anni 30 la Rolex decise di imbarcarsi in una nuova impresa, questa volta di velocità. Correva il 1935 quando Sir Malcolm Campbell, il pilota detto il “re della velocità”, stabilì il record di velocità su terra: 485 km/h.
Al polso portava un orologio Rolex, il migliore dispositivo per misurare con precisione i suoi tempi da record.
Testimonial spontaneo, Campbell non fu mai pagato dalla Rolex per far pubblicità all’azienda. Ciononostante, i suoi toni riguardo l’orologeria furono sempre entusiasti.

Così dichiarava nel 1935, quando gli chiesero sul perché della scelta del Rolex.
Uso ormai da tempo il mio orologio Rolex e la sua precisione cronometrica è impeccabile, anche nelle condizioni più difficili - Sir Malcolm Campbell.
Al 1945 risale il successivo sviluppo dell’Oyster: l’Oyster Perpetual Datejust. Il Datejust rappresenta il primo orologio da polso che indica, all’interno, la data, posta tradizionalmente in un altro riquadro interno al quadrante. Come i suoi predecessori l’Oyster incorpora la funzione di cronometro, oltre ad essere automatico e impermeabile.

Gli anni 50: il Rolex esplora il mondo

All’alba degli anni 50 la Rolex volge lo sguardo al mondo delle nuove attività professionali. Forte dei suoi ormai leggendari successi inizia a guardare al mondo dell’aviazione, dell’alpinismo e delle immersioni in profondità.
L’orologio pensato per questi ambiti, ovviamente, doveva andare oltre la semplice funzione di indicare l’ora. C’era da compiere un nuovo, emozionante salto di qualità, rendendo il Rolex un vero e proprio strumento tecnico.

È questo che fece la Rolex nel 1953 quando equipaggiò la prima spedizione che riuscì a scalare totalmente l’Everest. I membri della spedizione vestivano orologi Oyster Perpetual. In quello stesso anno, per celebrare la grande impresa, la Rolex lancia un nuovo modello: l’Oyster Perpetual Explorer.
Ancora legato al mondo degli esploratori è il successivo modello della Rolex, il Submariner. Il Submariner era il primo orologio subacqueo che non solo garantiva la totale impermeabilità, ma consentiva una tenuta perfetta fino a una profondità di 100 metri. L’orologio era dotato di una lunetta che consentiva agli utilizzatori di poter controllare con facilità i tempi di immersione.

La riuscita dell’orologio fu superiore alle aspettative degli stessi inventori: creato per una profondità massima di 100 metri, il Submariner sembrerebbe funzionare perfettamente a qualsiasi profondità in cui sia stato testato. A partire dal primo modello, infatti, il Submariner è stato sviluppato ad ogni profondità conosciuta, risultando funzionante anche alla maggior profondità marina della terra: la fossa delle Marianne.

Dopo aver raggiunto con successo le vette delle montagne e le profondità marine la Rolex guarda ancora più in alto. E non in senso metaforico.
Nel 1955, infatti, viene creato il GMT-Master, l’orologio pensato per i piloti di linea.
L’anno successivo si propone un obiettivo ancora più ambizioso, guardando al mondo dei grandi scienziati. Con il suo Oyster Perpetual Milgauss crea un orologio protetto da un perfetto scudo magnetico. Il Milgauss resiste a campi magnetici fino a 1000 gauss ed è stato testato e certificato dal CERN, il laboratorio internazionale di fisica nucleare più famoso del mondo.

La nascita del Daytona. Il Rolex oggi

Il 1963 è l’anno di nascita di un orologio simbolo. Il Daytona.
Ispirato alla spiaggia di Daytona Beach, in Florida è qui che vengono stabiliti ben 14 record del mondo della velocità. Ben 5 di questi sono stati ad opera di Malcolm Campbell, l’orgoglioso testimonial della Rolex.

Il Cosmograph Daytona nasce come cronografo di precisione, con una scala cronometrica pensata per rilevare la velocità media. Pensato per i piloti, per via della sua minuziosa precisione, diventa da subito un’icona.
Il Daytona, infatti, sia per via dei numeri limitati dei prezzi, sia per la sua popolarità diventa un orologio raro di cui vanno ghiotti i collezionisti, facendo esplodere un boom di acquisti.
Dalla fine degli anni 80 il Daytona, essendo stato associato a molti personaggi famosi, sia reali sia di fiction, diventa un vero e proprio status symbol.

Dopo il Daytona la Rolex continua a produrre orologi d’eccezione ed edizioni limitate.
Forte della sua fama, ormai acclamata mondialmente, e dello status di symbol a cui è velocemente assurta, l’agenzia può contare su una base di clienti d’eccezione.
Il Rolex compare ai polsi delle personalità più celebri del mondo, ad ogni livello di fama. È l’orologio di politici, come Churchill, Che Guevara, Fidel Castro, ma ache di attori come Brad Pitt, Nicolas Cage o Paul Newman. Compare al polso di esponenti di spicco della musica come Clapton o Bublé, e di sportivi professionisti come Micheal Jorgan e Cristiano Ronaldo per citarne solo alcuni.

La diffusione capillare del Rolex tra le personalità più celebri lo ha reso l’orologio delle celebrità per eccellenza.
Ad oggi, non esiste un brand di orologi che abbia raggiunto un risultato tanto imponente.
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