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Dalla Boemia a New York, dalla Grande Mela al resto del mondo, Joseph Bulova (1851-1935) pone le radici e diffonde il suo marchio nel mondo dell’orologeria. A partire dagli orologi da parete passando per quelli da tavolo, fino ai classici orologi da taschino per signori e agli eleganti orologi gioiello per donne, il “Diapason” ha raggiunto la fama e si è imposto tanto nell’ambiente tradizionale tanto in quello pionieristico e moderno, creando delle opere di lusso dall’eleganza senza tempo. Ormai simbolo d’innovazione nel campo dei segnatempo, gli orologi Bulova hanno ottenuto una meritata fama, dovuta soprattutto alla meccanica all’avanguardia e alla ricerca di una sempre miglior precisione.

Attualmente consociata indipendente della giapponese Citizen Watch Company Ltd, l’azienda orologiaia ha sede principale a New York, dove ritrova le proprie radici, con filiali sparse nei diversi continenti, in Canada, Giappone, Cina, Messico, Regno Unito e, ovviamente, in Svizzera, dove fu aperta la prima fabbrica nel 1912. Nel Bel Paese l’azienda aprirà la sua filiale italiana (Bulova Italia SPA) solo nel 2011.

Gli inizi

Nato in Boemia nell’aprile del 1851 Joseph Bulova mette piede nel nuovo continente all’età di 19 anni, nel 1879. A New York nel giro di cinque anni apre la sua prima gioielleria, nel Maiden Lane, zona del sud della metropoli dove si riunivano le botteghe gioielliere più rinomate. Negli anni successivi il giovane cecoslovacco percepì l’enorme e crescente richiesta da parte dei newyorkesi di orologi; accessori utili, eleganti e indispensabili per lo stile di vita frenetico di Manhattan. La logica conseguenza delle sue osservazioni fu la decisione di lasciare la rivendita di orologi per iniziare una fabbricazione in proprio.
Nel 1912 Bulova iniziò la produzione delle parti meccaniche, da rivendere alle altre case produttrici, utilizzando il metodo della catena di montaggio, che in quegli anni cominciava a prendere piede nelle produzioni industriali. La prima azienda fu fondata a Bienne, in Svizzera.
Solo nel 1919 la prima e nuova collezione di orologi Bulova da polso da uomo vide la luce. Questa prima produzione entrò prepotentemente nel mercato statunitense, dando anche al genere maschile l’orologio da polso, fino ad allora prerogativa delle signore, prendendo l’idea dagli orologi dei soldati combattenti nella Grande Guerra appena terminata che necessitavano di un segnatempo più comodamente consultabile rispetto all’orologio da taschino.
Nel 1923 il nome della compagnia “Bulova Watching Company Inc.” viene registrato. In quest’anno Joseph Bulova perfeziona il concetto di meccanizzazione delle parti, standardizzando ogni componente dell’orologio. In questo modo ogni singolo pezzo era intercambiabile con il componente equivalente di qualsiasi altro esemplare prodotto dall’azienda.
Dopo cinque anni dalla messa in commercio della prima linea per uomini, nel 1924, viene presentata la nuova collezione per signore: il mercato femminile viene inondato dagli orologi Bulova in oro, argento e addirittura arricchiti con diamanti. Bulova si affaccia così nel mondo dell’orologeria di lusso.

Nel 1927 gli orologi Bulova fanno un enorme passo avanti grazie al supporto del Bulova Observatory.
Il fondatore fece costruire un osservatorio per la misurazione del tempo siderale in cima al grattacielo che ospitava la sede centrale della Bulova. Questa opera pionieristica non poteva che trovarsi a New York, nel pieno centro di Manhattan; qui un esperto matematico avrebbe avuto il compito di misurare i dati che sarebbero poi stati utilizzati per sincronizzare, nel modo più preciso possibile, gli orologi della compagnia. Da questo momento in poi la precisione divenne la linea guida dell’azienda.

Pionieri anche nella pubblicità

Nello stesso periodo, nel 1926, Joseph Bulova diede prova di un’encomiabile capacità di marketing. Avendo già da tempo compreso il potenziale della pubblicità per i profitti dell’azienda, decise, durante lo spazio pubblicitario che aveva acquistato, di introdurre una novità: il segnale orario. Invece di enunciare semplicemente il nome del brand, aveva creato un vero e proprio appuntamento radiofonico per scandire l’ora. Alle parole “At the tone, it’s eight o’clock. B-U-L-O-V-A Watch Time” (Allo scoccare del segnale orario, sono le otto, ora Bulova) gli orologi venivano sincronizzati. Il segnale orario è entrato da allora nella cultura di tutto il mondo e tuttora viene rispettato dalle emittenti mondiali. Sicuramente il signor “Josef” non si aspettava un tale successo per quello che era un semplice espediente pubblicitario.

Parlando di campagne pubblicitarie, una delle più emblematiche, è certamente quella legata a Charles A. Lindbergh, un aviatore statunitense che tra il 20 e il 21 maggio 1927 compì la prima transvolata senza scalo in solitaria sull’oceano Atlantico. Il suo nome è legato ormai a doppio filo all’orologio “Lone Eagle”.
Si pensa, erroneamente, che il pilota lo indossasse durante la traversata, ma in realtà Arde Bulova, figlio di Joseph ed erede dell’azienda, in occasione dell’evento decise di indire una competizione: mise in palio un premio di 1.000 dollari, il “BULOVA Watch Award”, per il primo coraggioso che fosse riuscito a portare a termine l’impresa nel minor tempo; Lindbergh quindi ottenne il premio e il suo volto divenne l’immagine dell’edizione commemorativa di orologi Bulova “Lone Eagle”.
Dopo il grande successo della campagna “Watch Award”, il boom mediatico che conferì alla Bulova l’ennesimo primato fu l’utilizzo della prima pubblicità televisiva: nel 1941, all’inizio di una partita tra Brooklyn Dodgers e Philadelphia Phillies, le prime televisioni mandavano in onda la pubblicità della nuova collezione di orologi Bulova su uno sfondo che presentava il profilo degli Stati Uniti d’America.
Questa sarebbe stata la prima pubblicità in assoluto a essere mandata in onda in TV. Il primato che Bulova ottiene in campo pubblicitario fece diventare l’azienda lo sponsor numero uno per i programmi radiofonici maggiori.

L’impegno per l’esercito

Con l’avvento della Seconda Guerra Mondiale l’azienda contribuì alla causa americana: fornì all’esercito svariate linee di orologi da polso militari. La Bulova produce il Type A-11 per i piloti che spicca tra le varie spolette e orologi da cruscotto per le fanterie. Il Type A-11 rimane anche oggi un pezzo da esibire, questo grazie alla sua meccanica all’avanguardia è certamente un ottimo acquisto se si vuole arricchire la propria collezione con un esemplare Bulova vintage.

L’azienda oltre al contributo sul campo si impegnò anche nel post guerra: diede vita alla “Joseph Bulova School of Watchmaking”, una scuola per reduci di guerra rimasti feriti che li riabilitava e istruiva per la costruzione di orologi, un’opportunità per rientrare nel mondo lavorativo e nella società.

Le innovazioni tecniche

Oltre alla standardizzazione delle parti e alla misurazione del tempo siderale, la Bulova introdusse altre tecnologie degne di nota: nel 1928 mise in commercio la prima radio provvista di orologio, nel 1931 venne costruito il primo orologio con un meccanismo totalmente elettrico, abbandonando definitivamente la ricarica a mano; nel 1948 l’azienda decise di dare il suo contributo anche al mondo dello sport introducendo il Phototimer, una combinazione tra la fotocamera del foto-finish e il cronometro. Questo strumento viene utilizzato ancora oggi nelle competizioni sportive.

Ma il traguardo più rilevante in ambito tecnologico è dovuto ad un altro modello di orologio, il Bulova Accutron, il fiore all’occhiello della produzione che valse alla compagnia l’avventura dello spazio, oltre all’acquisizione del nuovo ed iconico logo che ancora oggi è simbolo dell’azienda.

Bulova Accutron: odissea nello spazio.

Tra gli anni ’50 e ’60 gli orologi Bulova si arricchiscono di una nuova tecnologia: l’orologio a diapason o orologio sonico. Questa nuova meccanica rappresenta il primo passo verso i più moderni orologi al quarzo e utilizza il movimento di oscillazione regolare (isocronismo) di un piccolo diapason posto nel meccanismo e alimentato da un circuito elettrico.
L’idea di questa nuova tecnologia nasce dalla mente dell’ingegnere elettronico svizzero Max Hetzel che nel 1952, quando brevettò la sua idea, lavorava per l’azienda, che lo sostenne e diede vita a quello che sarebbe diventato l’orologio degli astronauti. Stiamo parlando degli orologi Bulova Accutron, simbolo dello spirito d’innovazione della compagnia, tanto da essere accompagnato dallo slogan “orologio dell’era spaziale”. Conosciamo meglio questo pezzo degno di nota e il suo legame con le prime missioni spaziali.

Il Bulova Accutron utilizza al posto della rotella bilanciata come segnatempo una forchetta a diapason in lega di nichel, alimentata da un circuito totalmente elettronico; con una frequenza di 360 oscillazioni al minuto, circa 150 volte più rapido dei suoi cugini meccanici, questo egregio meccanismo conferisce al modello la nomina di “primo orologio totalmente elettrico”. La nuova meccanica inoltre eliminò il tipico ticchettio degli orologi meccanici.
Questo orologio aprì la strada verso i moderni modelli al quarzo, il cui meccanismo si basa anch’esso sulla vibrazione ma sostituisce la forchetta con un cristallo di quarzo. La nuova tecnologia dava, inoltre, all’Accutron una precisione mai sperimentata prima di allora, infatti garantiva uno scarto di appena un minuto al mese, due secondi al giorno, numeri mai raggiunti da un comune orologio meccanico.
La peculiarità dell’Accutron, inoltre, è anche visiva; questo orologio si distingue, infatti, per la scelta di porre a vista il meccanismo sul fondo del quadrante, un espediente estetico del tutto nuovo.

L’innovativa tecnologia dell’Accutron però non fu disponibile in commercio prima del 25 ottobre 1960, prima di quella data era infatti esclusivamente dedicato ad un cliente d’eccezione: la N.A.S.A (Amministrazione Nazionale dell’Aereonautica e dello Spazio). Questa aveva richiesto questo nuovo meccanismo elettronico all’azienda orologiaia per vari strumenti di temporizzazione da utilizzare sui satelliti. Il Presidente degli Stati Uniti, all’epoca Dwight D. Eisenhower, aveva richiesto alla Bulova di non mettere in commercio per il grande pubblico l’Accutron prima di importanti missioni spaziali al fine di evitare una fuga di notizie che sarebbero potute arrivare alle orecchie dei sovietici.
Iniziò in questo modo la collaborazione decennale con la NASA: durante ben 46 missioni spaziali l’Accutron arrivò sul satellite Vanguard 1 nel 1958 e nel Mare della Tranquillità in seguito alla prima passeggiata sulla Luna del 21 luglio 1969, dove fu lasciato un cronografo che utilizzava la nuova tecnologia nel fondo della cava. L’Accutron fu così il primo orologio a divenire parte dell’equipaggiamento ufficiale degli astronauti statunitensi.
Negli anni ’60 e ’70, l’orologio ebbe un successo inimitabile: in seguito all’esperienza spaziale fu adottato come orologio ufficiale dell’Air Force One e dei ferrovieri di tutto il mondo, divenendo il primo orologio da polso “Rail Road Approved”, approvato cioè dagli esperti per essere autorizzato all’utilizzo ufficiale da parte del personale dei trasporti ferroviari.

Nel corso degli anni l’Accutron e la sua casa produttrice ottengono numerose onorificenze: vince il primo premio nel concorso di watch-styling a “De La Ville de Genève” nel 1973, viene utilizzato nei programmi Apollo; nel 2000 il sindaco di New York Rudolph Giuliani proclama il 10 Aprile come “Bulova Day” in onore del 125° anniversario dalla fondazione dell’azienda.

Un’ulteriore passo avanti sulla linea Bulova Accutron è il livello successivo verso l’Accuquartz, lanciato nel 1969. Negli otto anni successivi il nuovo Accutron con meccanismo al quarzo, il primo del suo genere, invaderà il mercato indirizzato sia agli uomini sia alle signore, fino al 1977 quando il modello originale del 1960 verrà tolto dalla linea di produzione. Nel 2010 però, in onore del 50° anniversario dell’orologio, la Bulova lancia una serie di soli 1000 esemplari caratteristici di Bulova Accutron che riprendono in tutto e per tutto i modelli originali degli anni ’60, sia nella meccanica che nell’aspetto.

Orologi Bulova anni ’80: il valore cresce e gli orologi rimpiccioliscono

Negli anni dei Duran Duran, dei VHS e dei Walkman, mentre i ragazzi si passavano il gel tra i capelli e le signorine lo spray per vaporose capigliature, anche la Bulova pensava al suo aspetto pubblico e soprattutto alla pubblicità indirizzata ai giovani. Tra le varie campagne pubblicitarie la più prorompente è la pubblicità televisiva con la collaborazione di celebrità, quali Muhammad Alì, Johnny Cash e Cathy Lee Crosby, che in sequenza mostrano il proprio (o i propri, uno per polso, nel caso di Alì) Bulova Watch.

Nel 1987 l’azienda Bulova diventa il fornitore ufficiale della squadra olimpica degli Stati Uniti, vestendo i polsi degli atleti e delle troupe sia ai giochi invernali di Calgary che a quelli estivi di Seoul.
Il progetto maggiore per stare a passo con i tempi e creare degli orologi Bulova anni ’80 che tenessero alto il nome dell’azienda fu la linea “Dimension”, un orologio da parete con il primato della sottigliezza, spesso appena 1,5 cm.
Viene prodotto anche il primo orologio in miniatura. Sulla scia di quest’ultimo sul mercato nasceranno numerose linee a tema e edizioni limitate.

Nuovo millennio: il quarzo diventa sempre più preciso e innovativo

Nel 2010 nasce la linea Precisionist, un orologio al quarzo definito il più preciso al mondo grazie al suo particolare meccanismo: un triplo cristallo porta le oscillazioni fino a 262,144 Khz. La frequenza di un cristallo tradizionale viene quindi moltiplicata di ben otto volte; è proprio questa tecnologia che rende il segnatempo estremamente preciso permettendo uno scarto di appena 10 secondi all’anno, contro i 15 del quarzo tradizionale.

Nel 2016 le vette dell’industria orologiaia sono state raggiunte dal nuovissimo Bulova CURV. Questo modello unisce la tecnologia al triplo quarzo del nuovissimo Precisionist con un design ergonomico e confortevole curvato che si adatta perfettamente alle linee del polso.
Il CURV entra così nella grande famiglia degli orologi Bulova, con opinioni concordanti nel definirlo un modernissimo elemento con un design aereodinamico e sottile costruito intorno ad un cronografo curvato, con una cassa spessa appena 44 mm, curva anch’essa insieme al vetro zaffiro.
La nuova collezione di orologi Bulova Curv è composta da 12 magnifici pezzi sia in stile classico che sportivo.

Una menzione d’onore non può mancare per il modello Lunar Pilot: il cronografo delle missioni Apollo. Quel pezzo unico il 2 agosto 1971 viaggiò sull’Apollo 15 e arrivò sulla Luna. La sua precisione e affidabilità non solo andava a tracciare il tempo, ma garantiva che nessun componente dell’equipaggio finisse l’ossigeno, l’energia o l’acqua dello zaino del sistema di supporto vitale. Quello stesso esemplare una volta tornato sulla terra fu battuto all’asta per la spaziale cifra di 1 milione e 625 mila dollari! Nell’ultimo anno Bulova ha deciso di ricreare quel pezzo da museo con un’edizione speciale del cronografo Lunar Pilot, con lo stesso design dell’originale, ma con un cuore meccanico all’avanguardia che porta la tecnologia più avanzata del triplo quarzo introdotto dalla linea Precisionist. Il modello speciale è stato inoltre arricchito con lancette luminescenti, calendario, una cassa in acciaio e resistenza all’acqua fino a 50 metri di profondità.

Quando Joseph Bulova fondò la sua società partendo dall’umile bottega di New York aveva sicuramente chiaro che per competere nel mercato dei segnatempo avrebbe dovuto scalare le vette della precisione, dell’innovazione e dell’eleganza, come ci fa capire una sua famosa frase: “Quando ho iniziato, mi sono convinto che la qualità sarebbe stata il fondamento su cui costruire, e ancora oggi è questo il principio che ci ispira”. L’odierna società e il suo attuale presidente questo principio lo conoscono bene, Jeffrey Cohen alla presentazione del Bulova Curv ha infatti affermato “Bulova sa che per rimanere in carreggiata è necessario posizionarsi sempre in testa, avere una mentalità innovativa e competitiva che conduca da un successo all’altro”.

L’azienda si è espansa con le sue filiali sparse in tutte il mondo, le tecnologie diventano di giorno in giorno più precise ed efficienti, il design rimane al passo con i tempi, ma sicuramente lo spirito della grande famiglia Bulova rimane inalterato dal 1875.
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